Si fa presto a dire “Trattoria”


Si fa presto a dire “Trattoria”

Questo è il primo post di Marilena e Marco, mesi dopo l’essere entrati in cucina e in sala. Qui vogliamo condividere cosa avevamo in mente, quando abbiamo deciso di aiutare Pippo e Lidia nel loro percorso. Nel segno della continuità, quindi, manterremo la sezione dei “Racconti” e condivideremo qui i pensieri e le emozioni di uno dei mestieri più belli del mondo.

Quando abbiamo iniziato quest’avventura, che già durava da 23 anni, abbiamo infatti deciso di seguire l’evoluzione di un modello che è, senza dubbio, tornato a essere il riferimento per la ristorazione italiana.
La trattoria e l’osteria, per come si sono imposte nell’immaginario collettivo, sono un luogo sviluppatosi tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, in cui si serviva riparo, qualche tavolo, molto vino e poco, pochissimo cibo. Fino agli anni Sessanta le trattorie, non offrivano che qualche piatto caldo della tradizione, ottenuto con i prodotti locali dei vicini mercati. Erano i luoghi in cui il tempo passava seduti ai tavoli a cantare, giocare a carte, discutere o semplicemente riposare.

Sebbene si servisse cucina tradizionale (quando non casalinga) a un prezzo popolare, per decenni il termine trattoria e osteria è stato associato alla bettola dove si mangia male e si beve peggio.
Progressivamente, fortunatamente, le trattorie e le osterie sono divenute la tipologia di ristorazione più interessante e in crescita del nostro Paese, perchè accomunate dal piacere di accogliere il cliente, farlo stare bene e offrirgli con semplicità e a un prezzo corretto il meglio che il territorio metta loro a disposizione. La Trattoria ai Normanni vuole essere proprio questo: un luogo che non insegue le mode, non scimmiotta il ristorante importante ed è fiera delle sue radici popolari.

Abbiamo scelto di puntare su una cucina che guarda innanzitutto al territorio e alla sua materia e la usa in piatti che possono rifarsi alla tradizione o ripensarla con piglio moderno e inedito.
Quindi, sin dall’inizio, ci siamo sentiti molto in sintonia con il termine trattoria, ci piace l’idea di un luogo informale dove l’unica cosa che conta è il cibo e il vino.
Ci riconosciamo decisamente nella connotazione tradizionale che si dà alla trattoria, ci sforziamo di “ricordare” i piatti delle cucine delle nostre nonne, ma, nello stesso tempo, siamo contemporanei nel modo di proporre la tradizione a tavola e nel modo di comunicare le nostre passioni.
Il nostro riferimento è il mare e il territorio, ricchissimo di produttori, contadini, vignaioli e allevatori.

Quando abbiamo imparato da Pippo a cucinare, quando abbiamo frequentato corsi, ci siamo fatti molte domande e molte ne abbiamo rivolte (per la verità Marco continua a tormentare le mamme di amici per avere le ricette di famiglia). Ci è sempre stato risposto di imparare dalle nostre nonne, dai sapori, dagli odori, dai colori dei ricordi di infanzia, perchè la cucina non è una vecchia ricetta su un libro impolverato, ma è nel sapere e nell’esperienza che si tramanda, come accade tra gli artigiani.

Questo è quello che abbiamo in mente e ciò che vogliamo portare avanti con quest’iniziativa.
Se Marco si sforza di essere l’anima della cucina, il cuore è sicuramente la cucina di Vincenzo e Pippo sulla quale vengono cucinate le portate del menu, per piatti dal sapore e dalle consistenze uniche.
Marilena, in sala, le racconta e presenta a voce la freschezza delle materie, arricchendo il menu con i vini del territorio.